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Commenti per Autore

  • Doc

    • Commento su Cerimonia a Piazza Europa su gennaio 18, 2018

      Uhm… il tele-phone serviva a trasmettere la voce lontano. Lo smart-phone serve a compiere attività abbastanza complesse da apparire intelligenti. Si va verso un futuro dove si farà tutto con un terminale del genere. Quindi forse… olo-phone?

    • Commento su Settimana 1: il Belga su febbraio 8, 2018

      Correggiamo. Grazie!

  • FILOMENA PERSI

    • Commento su Settimana 1: il Belga su febbraio 7, 2018

      Si potrebbe partire dal fenomeno del gemellaggio che molte città italiane hanno con città europee? Il gemellaggio implica un riconoscimento reciproco di gratitudine e di transculturalità. L’Aquila, ad esempio, è gemellata con Rottweil, città tedesca che ha dato i natali a Adamo da Rottweil, che ha avuto il merito di aver aperto nel capoluogo abruzzese la più importante stamperia del centro-sud. Ogni anno, durante la Perdonanza celestiniana, sfila nel corteo storico una delegazione proveniente da Rottweil. E’ il modo in cui L’Aquila ringrazia la Germania per il contributo dato alla cultura cittadina e italiana e contemporaneamente i Tedeschi ringraziano gli Aquilani per aver consentito loro di usufruire dell’indulgenza plenaria come se fossero cittadini aquilani a tutti gli effetti. Può essere una chiave di lettura?

  • Francesco

  • gina palumbo

  • Gina Palumbo

  • Giovanni Piscolla

    • Commento su Cerimonia a Piazza Europa su gennaio 18, 2018

      Il termine  “smartphone” in questo contesto mi suona male-

      Lo sostituirei con qualcosa di più generico, questa è una narrazione posizionata nel 2050.  E’ facile prevedere che tra 32 anni “smartphone” sarà un termine antico, più o meno come “magnetofono” o “mangiadischi” oggi.

    • Commento su Cerimonia a Piazza Europa su febbraio 8, 2018

      Forse si potrebbe scrivere “visore olografico”. Mi sembra evocativo, ma comprensibile

  • Paolo Russo

    • Commento su Cerimonia a Piazza Europa su gennaio 18, 2018

      Hai ragione. Suona male anche a me, ma è necessario utilizzare un termine che sia familiare al lettore di oggi. O almeno facilmente riconoscibile. La proposta di Doc ha una sua logica, ma non mi convince del tutto. Tu cosa proporresti?

    • Commento su Cerimonia a Piazza Europa su febbraio 7, 2018

      Ci avevamo pensato e potrebbe andare. Però ha un paio di difetti che ci lasciano perplessi.

      Il primo è che “device” non è immediatamente comprensibile per chi non abbia troppa familiarità con il gergo informatico. Rischia di essere solo una parola oscura in inglese.

      Il secondo difetto è che è un termine generico – alla fin fine vuol dire “apparecchio” – e in un racconto i termini generici suonano deboli.

    • Commento su Settimana 1: il Belga su febbraio 7, 2018

      Mi sembra una ottima chiave di lettura.

Fonte:http://www.piazzaeuropa.it/comments-by-commenter/